13) Hegel. La storia della logica.

Secondo Hegel nella filosofia il pensiero genera da s il suo
oggetto e produce un movimento circolare, che ritorna su se
stesso. Il suo percorso  l'intera scienza e si suddivide in tre
momenti, quello della logica, quello della natura e quello dello
spirito. Dopo aver concordato con Aristotele che  il pensiero che
distingue l'uomo dall'animale, Hegel afferma che una volta la
logica era considerata attivit soggettiva per conoscere mediante
le sue leggi e mediante l'esperienza. Il Medio Evo poi ha solo
sviluppato il materiale gi esistente. Il pensiero moderno vi ha
inserito elementi psicologici. Egli conclude che la logica, pur
essendo utile, va studiata soprattutto per la sua dignit.
G. W. F. Hegel, Scienza della logica, Introduzione (pagine 435-
438).

Per quanto riguarda l' inizio della filosofia, sembra che in
generale anche la filosofia cominci come le altre scienze con un
presupposto soggettivo; come le altre scienze, anche la filosofia
dovrebbe necessariamente fare oggetto del pensiero un oggetto
particolare, quale ad es. in altre scienze lo spazio, il numero e
cos via, e nel suo caso il pensiero. Ma il libero atto del
pensiero consiste nel porsi nel punto di vista in cui il pensiero
 per se stesso e, quindi, esso stesso genera e d a s il suo
oggetto. Inoltre, il punto di vista che in tal modo appare come
immediato, all'interno della scienza deve necessariamente farsi
risultato e, propriamente, suo risultato ultimo, dove la filosofia
raggiunge di nuovo il suo inizio e ritorna in s. In tal modo la
filosofia mostra di essere un circolo che ritorna in se stesso,
che non ha alcun inizio nel senso delle altre scienze; l'inizio,
quindi, ha soltanto una relazione al soggetto che vuole decidersi
a filosofare, ma non alla scienza come tale; oppure, il che  lo
stesso, il concetto della scienza e, quindi, il primo concetto _ e
siccome  il primo contiene la separazione per cui il pensiero 
oggetto per un soggetto (per cos dire estrinseco) filosofante _
deve necessariamente esser colto dalla scienza stessa. Questo 
addirittura il suo unico fine, la sua unica opera e il suo unico
scopo, e cio giungere al concetto del suo concetto e cos al suo
ritorno e alla sua soddisfazione.
Come di una filosofia non si pu dare una rappresentazione previa
generale, poich soltanto l' intera scienza  l'esposizione
dell'idea, cos anche la sua divisione pu essere concepita
soltanto prendendo le mosse da essa e, come essa, da cui va
tratta,  qualcosa di anticipato. Ma l'idea si mostra come il
pensiero assolutamente identico a s e, al tempo stesso, come
l'attivit di porsi di fronte a s per essere per s, e, in questo
altro, essere soltanto presso s. Cos la scienza si suddivide in
tre parti:
I. La logica, scienza dell'idea in s e per s.
secondo. La filosofia della natura, come scienza dell'idea nella
sua alterit.
terzo. La filosofia dello spirito, come scienza dell'idea che
ritorna in s dalla sua alterit [_].
Quando parliamo del pensiero, esso appare dapprima come
un'attivit soggettiva, come una delle diverse nostre facolt,
come, per es., la memoria, la rappresentazione, la volont
eccetera Se il pensiero fosse semplicemente un'attivit
soggettiva, e come tale fosse oggetto della logica, questa scienza
avrebbe un suo oggetto determinato come le altre scienze. Potrebbe
allora sembrare arbitrario fare oggetto d'una scienza particolare
il pensiero, e non anche la volont, la fantasia eccetera Che al
pensiero tocchi questo onore potrebbe certo esser motivato dal
fatto che gli si riconosce una certa autorit e lo si considera
come ci che  il vero nell'uomo, ci in cui risiede la sua
differenza dall'animale. _ Imparare a conoscere il pensiero anche
soltanto come attivit soggettiva, non  senza interesse. Le sue
determinazioni pi prossime sarebbero allora regole e leggi di cui
si acquista la conoscenza mediante l'esperienza. Il pensiero
considerato in questo rapporto secondo le sue leggi  ci che una
volta costituiva usualmente il contenuto della logica, e
Aristotele  il fondatore di questa scienza. Aristotele ha avuto
la forza di assegnare al pensiero ci che gli spetta come tale. Il
nostro pensiero  molto concreto, ma nella variet del suo
contenuto si deve distinguere quello che appartiene al pensiero o
alla forma astratta della sua attivit. Un sottile legame
spirituale, l'attivit del pensiero, collega tutti questi
contenuti, e Aristotele ha enucleato e determinato questo legame,
questa forma come tale. La logica di Aristotele  rimasta fino ad
oggi il nucleo della logica, che  stato poi soltanto trattato in
modo pi esteso, specialmente dagli scolastici del Medioevo, che
per non ne hanno aumentato il materiale, ma l'hanno soltanto
sviluppato. Il contributo dell'epoca moderna alla logica consiste
soltanto, da una parte, nell'accantonare molte delle
determinazioni logiche elaborate da Aristotele e dagli scolastici,
e dall'altra nell'innestarvi molto materiale di carattere
psicologico. A questa scienza interessa conoscere il pensiero
finito nel suo modo di procedere, e la scienza  esatta se
corrisponde al suo oggetto presupposto. L'occuparsi di questa
logica formale ha senza dubbio una sua utilit; come si suol dire,
dirozza la mente; si impara a concentrarsi, ad astrarre, mentre
nella coscienza comune si ha a che fare con rappresentazioni
sensibili che si incrociano e confondono. Nell'astrazione il
pensiero si concentra in un sol punto, e in tal modo acquista
l'abitudine a occuparsi dell'interiorit. Prendere conoscenza
delle forme del pensiero finito pu essere un mezzo per educarsi
alle scienze empiriche che procedono secondo queste forme, e, in
questo senso, si  definita la logica come logica strumentale.
Ora, certamente si pu mettersi in una prospettiva pi ampia e pi
aperta, e dire che la logica non va studiata in vista della sua
utilit, ma per se stessa, giacch ci che  eccellente non va
cercato soltanto per la sua utilit. Da una parte questo 
certamente vero, ma dall'altra va osservato che ci che 
eccellente  anche ci che vi  di pi utile, giacch  il
sostanziale che sta saldo per s, e perci  il supporto di tutti
gli scopi particolari che promuove e porta a termine. Certo non si
devono mettere al primo posto questi scopi particolari, ma  pur
vero che ci che  eccellente, li promuove. Cos, per es., la
religione ha in s il suo valore assoluto, ma al tempo stesso
contribuisce a sorreggere e sostenere gli altri scopi. Cristo
dice: cercate anzitutto il regno di Dio, e il resto vi sar anche
dato _ gli scopi particolari possono essere raggiunti solo in
quanto si raggiunge l'essente in s e per s.
G. W. F. Hegel, La scienza della logica, UTET, Torino, 1981,
pagine 144-145 e 157-158.
